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Perchè le finestre hanno il baffo nero?

Posaqualificata.it

Perché le finestre hanno il baffo nero? Il controtelaio detto anche falso telaio, cassamatta o pretelaio è oggi, dopo la cattiva posa in opera, l’elemento peggiore del sistema finestra italiano. Il mondo del serramento subisce l’influenza del mercato tedesco, molto più attento alle caratteristiche prestazionali del serramento che all’estetica, motivo per cui negli ultimi anni, ha subito un’evoluzione pazzesca.

Ciò che invece è rimasto fermo a vent’anni fa è sicuramente il sistema di posa.

Sai perché il controtelaio più usato in Italia è ancora il tubolare in ferro o il presso piegato in lamiera zincata? E’ il più semplice da realizzare, può essere commissionato, ed è anche, tutto sommato, economico.

Purtroppo anche per il controtelaio siamo rimasti indietro. Questo perché sia in Germania che in tutto il resto del nord Europa il controtelaio è totalmente sconosciuto! Hai letto bene, non viene utilizzato.

Funziona così, con la costruzione ancora grezza il serramentista installa il telaio del nuovo serramento, spesso senza il battente e chi lo segue procede con l’intonaco e il pavimento. Provate a immaginare cosa succederebbe in Italia, se lasciaste il telaio del nuovo serramento, magari in legno, sotto le ‘cucchiaiate’ del muratore o lo spruzzo dell’intonacatrice?!

A mio avviso da noi il controtelaio serve più all’impresa che al serramentista, in quanto riquadra il foro finestra, serve per i riferimenti dell’intonaco, sia interno sia esterno, e torna utile infine al serramentista per fare un lavoro ben rifinito e soprattutto pulito, motivo per cui è elemento indispensabile nelle nuove costruzioni.
 
Visto che però siamo ‘obbligati’ a metterlo, perché non metterne uno che sia all’altezza del serramento che alloggerà?! Tra il fare una scelta giusta e una sbagliata non c’è sicuramente tanta differenza in termini economici, ma si andrà a guadagnare da un punto di vista termico e di salubrità dell’ambiente.

Il controtelaio metallico è la causa principale di condensa superficiale e quindi, nel breve periodo, del così detto baffo nero intorno alla finestra.
 
Guarda quest’immagine termografica, e noterai che i punti critici sono due, quelli in blu, in corrispondenza del controtelaio metallico e del retro del termosifone, dove la nicchia riduce notevolmente la stratigrafia causando un abbassamento della temperatura superficiale.
 
Non ci sono molte soluzioni per risolvere un problema di questo tipo e quindi evitare l’insorgere di muffa, se non sono due eliminare il controtelaio e sostituirlo con uno isolato.
 
Naturalmente senza una corretta areazione degli ambienti, anche il miglior involucro privo di ponti termici potrebbe presentare problemi di muffa. E’ normale, dal momento che la grossa quantità di umidità prodotta giornalmente nelle nostre case, da qualche parte dovrà pur andar a finire! E non dirmi che i muri devono respirare!

Guido Alberti - posaqualificata.it

Cosa sono le DETRAZIONI fiscali
Adnkronos

Detrazioni fiscali, cosa sono? Importi che il contribuente può sottrarre all'imposta lorda, "ovvero il risultato complessivo delle imposte sui redditi al cui versamento si è tenuti, al fine di calcolare l'imposta netta". A differenza della deduzione fiscale, che opera direttamente diminuendo la base imponibile, "la detrazione interviene direttamente a ridurre l'imposta lorda (e cioè dopo che sono state operate le deduzioni)".

Ciò vuol dire che, come riporta il sito di informazione giuridica 'StudioCataldi.it', "dopo aver dedotto dal reddito complessivo gli oneri, si ottiene la base imponibile dell'imposta, cioè quell'importo a cui si applicano le aliquote che sono crescenti per scaglioni di reddito".

MA COME FUNZIONANO? - Dall'imposta lorda si detraggono: le detrazioni per carichi di famiglia, le detrazioni sostitutive delle spese di produzione e le detrazioni per gli oneri. "Sono detrazioni per carichi di famiglia - si legge - quelle operate nei confronti di chi ha un familiare a carico; le detrazioni sostitutive delle spese di produzione sono attribuite a chi ha un reddito da lavoro dipendente (e anche a redditi assimilati), ai redditi di lavoro autonomo o di impresa di ammontare minimo e ai pensionati".

Dunque, prosegue il portale, "dallo scomputo delle detrazioni si riesce così ad ottenere l'esatto ammontare dell'imposta netta dovuta per un determinato periodo di imposta. Dall'imposta netta si scomputano infine i crediti di imposta, i versamenti d'acconto e le ritenute alla fonte a titolo d'acconto".

Le detrazioni vanno regolate attraverso la dichiarazione dei redditi, che si riferisce ad un preciso periodo d'imposta. Per i redditi da lavoro dipendente, invece, le detrazioni vengono normalmente operate dal datore di lavoro.

LE NOVITÀ DEL 2017 - La legge di bilancio 2017, si legge sul sito di informazione giuridica, "ha prorogato fino al 31 dicembre 2017 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. È prevista finanche un'ulteriore detrazione, anch'essa del 50%, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica e che siano finalizzati e funzionali all'arredo dell'unità immobiliare che sia oggetto di ristrutturazione".

Secondo quanto disposto inoltre dall'art. 1, comma 2, lett. a) n. 3, Legge n. 232/2016, "per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo, la detrazione di cui al comma 1 spetta nella misura del 70 per cento".

"La medesima detrazione spetta, nella misura del 75 per cento, per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del ministro dello Sviluppo economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015".

Infine, per il cosiddetto 'sisma bonus', ricorda il portale, "è prevista un'agevolazione al 50% in cinque anni, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Finanche per le spese funzionali alla certificazione sismica degli immobili si potrà applicare la detrazione al 65% (dal 1° gennaio 2017). Si tratta di un bonus che ha ad oggetto quelle certificazioni sismiche e statiche su edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, sulle prime e seconde case e immobili che siano destinati ad attività produttive".

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